31/07/15

Dalla moda all’ industria: BYE BYE MADE IN ITALY

Con l’arrivo dei tedeschi di HeidelbergCement, che si mangia Italcementi con un’offerta da 1,66 miliardi di euro, un altro pezzo del Made in Italy se ne va all’estero, insieme a industrie manifatturiere, marchi della moda e dell’agroalimentare. 

DAI PANETTONI AI GELATI  
Lunga è la lista delle case italiane dell’industria alimentare finite in mani straniere, a partire dal lontano 1993, quando gli svizzeri della Nestlé si comprarono il marchio Italgel (Gelati Motta, Antica Gelateria del Corso, La Valle degli Orti) ed il Gruppo Dolciario Italiano (Motta e Alemagna). Quest’ultimo è poi ritornato in mani italiane grazie alla Bauli di Verona. Attualmente Nestlé controlla l’ex Italgel insieme a surgelati e salse Buitoni. Il colosso elvetico possiede anche l’acqua minerale Sanpellegrino e controllate (Levissima, Recoaro, Vera, San Bernardo e Panna). Galbani, Locatelli, Invernizzi e Cademartori sono proprietà di Lactalis, il Re del Camembert che si è comprato Parmalat nel luglio del 2011, mentre gli oli Cirio-Bertolli-De Rica sono stati presi nel 1993 da Unilever, che poi li ha ceduti nel 2008 alla spagnola Deoleo, già titolare di Carapelli, Sasso e Friol. 

LUSSO MADE IN ITALY ADDIO  
Che siano gli yacht di Ferretti, di proprietà di Shandong Heavy Industry-Weichai Group, o le collezioni di Krizia, di proprietà di Marisfrolg Fashion Co, il lusso piace al capitalismo cinese. Grandi predatori sono anche i francesi: Lvmh, titolare di Loro Piana e di Bulgari, e Kering che ha fatto man bassa di marchi, da Gucci a Bottega Veneta, da Pomellato a Dodo, da Sergio Rossi a Brioni. Valentino è nelle mani di Mayhoola Investments (Qatar) e quel che resta di Gianfranco Ferre’ di Paris Group (Dubai), mentre La Rinascente appartiene alla thailandese Central Group of Companies. In mani americane è invece Poltrona Frau, rilevata da Haworth. 

15/07/15

ROM ARRESTATI OGGI. BONI: “BASTA BUONISMO, I CAMPI ROM DEVONO ESSERE CHIUSI”

Milano, 15 luglio 2015 – “Rapine e furti aggravati, porto abusivo di armi, lesioni personali e riciclaggio di autovetture sono questi i reati imputati a 5 sinti arrestati oggi a Milano. Reati commessi in soli due mesi nel 2004”. Lo dichiara il leghista Davide Boni commentando la notizia apparsa oggi.
Arresto cinque rom via Idro e via Chiesa Rossa per rapina aggravata
Secondo gli investigatori, le rapine compiute dalla banda erano caratterizzate da estrema violenza sia verso i commercianti sia verso i clienti. Il gruppo non disdegnava minacce, percosse e spari.

“La Giunta Pisapia non ha ancora capito che con il buonismo non si arriva da nessuna parte. Quando torneremo al Governo raderemo al suolo uno per uno tutti i campi rom partendo da quelli di via Idro e Chiesa Rossa”, ha concluso Boni.

08/07/15

UNGHERIA, SÌ AL MURO ANTI IMMIGRATI: BARRIERA DI FILO SPINATO AL CONFINE SERBO


La controversa legge che prevede l'espulsione degli immigrati dall'Ungheria con procedura accelerata e la costruzione di una barriera di filo spinato al confine con la Serbia è stata approvata dal Parlamento ieri sera con i voti della maggioranza governativa e gli estremisti nazionalisti di Jobbik.

 
LEGGE CONTROVERSA La controversa legge che prevede l'espulsione degli immigrati dall'Ungheria con procedura accelerata e la costruzione di una barriera di filo spinato al confine con la Serbia è stata approvata dal Parlamento ieri sera con i voti della maggioranza governativa e gli estremisti nazionalisti di Jobbik. La legge, tecnicamente una modifica della normativa esistente sull'immigrazione, limita il diritto d'asilo nel Paese Ue, in risposta al numero record di migranti e rifugiati che hanno raggiunto il Paese quest'anno (circa 67 mila).
 
Le nuove regole, duramente criticate dall'agenzia Onu per i rifugiati, permetteranno alle autorità di cancellare le richieste d'asilo, se i richiedenti lasceranno la loro residenza designata in Ungheria per più di 48 ore senza autorizzazione.

Fonte: leggo.it

06/07/15

BONI (LEGA NORD): “MILANO DEGRADATA, VIOLENTA E INSICURA. MA PISAPIA HA I MESI CONTATI”

Milano, 6 luglio 2015 – “Degrado, insicurezza, violenza e allarme sanitario. Questi sono i risultati di 4 anni di Giunta Pisapia”. Questo il commento del leghista Davide Boni dopo l’ennesima aggressione ad un conducente bus sabato sera da parte di 12 ragazzini e dopo la segnalazione dei commercianti di Corso Buenos Aires sul ghetto formatosi causa boom di immigrati somali ed eritrei in zona.

“I Milanesi sono stanchi di vivere nell’insicurezza e nel degrado. Ribadiamo fortemente che a Milano serve l’intervento dell’esercito nelle zone nevralgiche della Città. Questa è una vera emergenza. L’anno prossimo si andrà al voto e Pisapia ha i mesi contati, si renderà conto che il suo buonismo non avrà portato a nulla”, ha concluso Boni.

04/07/15

Evasione fiscale cinese: spariscono 4.5 miliardi coi money transfer

Che fine fanno i capitali cumulati dalla comunità cinese in Italia e mai rilevati dal fisco? Parte della risposta arriva da un'inchiesta di quattro anni della Guardia di Finanza: trasferiti in patria con un servizio di money transfer, senza scontare un centesimo in tasse. Una scappatoia che ha permesso di far sparire un totale di 4,5 miliardi di euro, per lo più proventi di prodotti contraffatti, prostituzione, sfruttamento del lavoro ed evasione fiscale. Lo rivela l’agenzia americana Associated Press, entrata in possesso di alcuni documenti delle autorità. A coordinare le indagini Pietro Suchan, già sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Firenze. Suchan ha dichiarato ad Associated Press che fin qui sarebbe emerso solo «il 50% della verità» perché non è stato possibile («nonostante vari tentativi») stringere un contatto con le autorità giudiziarie cinesi. Altre fonti, sempre citate dall'agenzia americana, sostengono che Pechino «non sta collaborando» con gli investigatori. Come arrivava in Cina il denaro? A quanto emerge dalla documentazione degli investigatori, quasi la metà della somma sarebbe passata per la Bank of China. L'istituto, uno dei più grandi del colosso asiatico, avrebbe incassato così l'equivalente di 758mila euro in commissioni sui trasferimenti. 
 Associated Press ha fatto risalire parte del denaro “scomparso” dalle tasse italiane a una società a controllo statale, la Wenzhou Cereals Oils and Foodstuffs Foreign Trade Corporation, già finita sotto accusa in passato per la svendita di prodotti contraffatti negli Stati Uniti. In particolare, l'azienda ha preferito non rispondere alla causa intentata dal gigante delle calzature sportive Converse con l'accusa di aver rivenduto scarpe sotto il (falso) marchio della società negli Stati Uniti e in Croazia. Da parte loro, le autorità cinesi si sono dichiarate all'oscuro dei fatti: in una nota scritta, il Ministero degli esteri ha spiegato che «la Cina si è sempre impegnata nel rinforzare la la cooperazione legale con altri paesi, per un giro di vite contro i crimini transazionali e per punire i criminali.