31/08/10

Italia-Libia: Boni (Lega), lezioni su Islam vadano a impartirle altrove

Milano, 31 ago. (Adnkronos) - "Un conto e' siglare trattati importanti per fermare gli sbarchi dei clandestini e per raggiungere accordi economici, un altro e' giungere nel nostro Paese e spararla grossa sul futuro tutto islamico degli Stati europei". Cosi' Davide Boni, presidente del consiglio regionale lombardo, interviene in merito alle dichiarazioni del colonnello Gheddafi, sulla diffusione dell'Islam in Europa. "Le lezioni sull'Islam -spiega l'esponente della Lega Nord- vadano pure ad impartirle in qualche Stato arabo, ma non sul nostro territorio che purtroppo registra una sempre piu' difficile convivenza con chi mostra un atteggiamento piu' di conquista che non di integrazione". Per Boni, una serie di lezioni su come si vive civilmente in questo Paese andrebbero piuttosto impartite a quegli islamici che anche in Lombardia, e soprattutto a Milano, continuano a improvvisare illegalmente moschee e centri islamici negli edifici dismessi o in qualche autorimessa, infischiandosene sistematicamente delle norme vigenti".

30/08/10

ROM "responsabilizzare gli adulti evitando che i bambini restino nelle baraccopoli"

In Francia oltre il 69% degli intervistati ha dato pieno appoggio alla politica del Presidente Sarkozy sulla questione dei nomadi, auspicando lo smantellamento dei campi irregolari e il rimpatrio in Romania di coloro che non si comportano in maniera consona alle norme vigenti nello Stato francese. Nessuna questione politica legata alla destra o alla sinistra: un idem sentire che si è diffuso sul territorio d’oltralpe che chiede la chiusura di tutti gli accampamenti non autorizzati. Le critiche non mancano e mirano ad incolpare gli Stati che cercano di dare una soluzione ad un problema che in alcuni casi diventa emergenza. Le accuse, gravissime e senza un fondo di verità, sono di razzismo e, in alcuni casi, perfino di Olocausto. Un modo per mascherare dietro al solito falso buonismo quello che realmente sta accadendo, evitando di riconoscere quanto sia si impossibile la convivenza con chi non accetta le regole e pretende di imporre una legge che non è la nostra. In molti fingono di ignorare le condizioni in cui molti bambini sono costretti a vivere in questi campi improvvisati, dove non sono rispettate le condizioni igienico-sanitarie. Nessuna istruzione, un’infanzia rubata, lasciati a mendicare nelle stazioni o agli angoli delle strade, sotto la pioggia o sotto il sole, senza alcuna possibilità di ricevere un’istruzione adeguata che possa dare loro la possibilità di avere un futuro lontano dalla strada e dalle baraccopoli. Ben vengano Paesi come la Francia e la stessa Italia, che hanno deciso di affrontare a viso aperto una situazione ignobile, utilizzando tutti gli strumenti messi a disposizione dalla legge e dalla stessa Unione Europea. Ricordiamoci solo le accuse piovute sul Ministro dell’Interno, Maroni, quando annunciò la lotta contro la tratta dei minorenni, spesso utilizzati come merce di scambio e quindi sulla necessità di registrarli attraverso le impronte digitali o quando parlò di tolleranza zero contro i clandestini. La Comunità Europea consente di espellere quei rom comunitari che non hanno mezzi di sostentamento adeguati per restare in questo Paese, perché di fatto sarebbe interessante capire come si può vivere in uno Stato senza potere mantenere in modo onesto se stessi e la propria famiglia. L’integrazione non può essere sempre fatta a senso unico, con lo Stato che mantiene un intero popolo senza ottenere nulla in cambio, perché in questo modo si promuove un bieco assistenzialismo. Non è mantenendo i campi abusivi dove immondizia e topi la fanno da padroni che si dimostra rispetto verso una persona o verso i bambini ma è evitando che ci siano queste situazioni che si dimostra di avere coscienza. Perché le morti di innocenti nelle baraccopoli continueranno, senza per questo avere cambiato il mondo. Qui si tratta di responsabilizzare gli adulti, tutelando nel contempo i minori, perché se i “patti” con i rom che sono stati avviati anche a Milano falliscono, è perché questi non accettano di adeguarsi e vivere in maniera civile, cercando un lavoro ed acquistando una casa. La stessa cosa che ci hanno insegnato i nostri padri e i nostri nonni. Questo non vuol dire discriminare ma vivere coscienziosamente, assumendosi le proprie responsabilità.

FAR LUCE SU QUANTI ALLOGGI ALER SARANNO DATI AI ROM

"E' necessario fare luce su quanti alloggi Aler verranno letteralmente regalati ai rom attraverso un escamotage che consentira' di prendere alcune case, destinate alle associazioni no profit della citta', assegnandole di fatto ai nomadi". Cosi' Davide Boni, presidente del consiglio regionale lombardo interviene in merito alle case Aler destinate a delle famiglie nomadi.

"Non e' spalmando -soiega l'esponente della Lega Nord- sulla citta' i nomadi cacciati dai campi smantellati e regalando loro case, che si possono risolvere gli enormi problemi legati alla convivenza con chi non accetta di rispettare le norme vigenti in queso Paese. Tutto questo non puo' essere accettato da una citta' che deve affrontare un evento come Expo".

Per Boni "I milanesi hanno tantissimi bisogni e cosi' facendo si discrimina al contrario, favorendo coloro che non hanno alcuna intenzione di integrarsi. Troppo facile fare solidarieta' con i soldi degli altri, destinando -conclude- le case Aler agli ultimi arrivati".

Troppi kebab, la Lega copia il modello Harlem

Ridisegnare la mappa dei negozi nelle città lombarde, mettendo un freno alla proliferazione di quelli etnici. È la proposta lanciata dall’assessore lombardo all’Industria e artigianato Andrea Gibelli, e sostenuto dalla Lega Nord, per determinare delle regole sull’apertura dei negozi e per evitare che, in un’unica zona, ci siano concentrazioni eccessive di un certo tipo di attività e scompaiano invece altri tipi di esercizi. Gibelli presenterà la proposta di legge al Consiglio regionale entro la fine di settembre, con l’obbiettivo di prevenire nelle città lombarde situazioni analoghe a quelle di via Sarpi o via Padova. Vale a dire una sorta di colonizzazione di negozi stranieri, che non si alternano ma soffocano gli artigiani locali. «Vogliamo regolamentare - sostiene Gibelli - alcune situazioni che potrebbero portare in futuro a problemi e realtà difficili da gestire».
In sostanza, si ricalcherà il modello del quartiere newyorkese di Harlem, una sorta di «cittadella» nella città, del tutto autonoma per ogni tipologia di negozio, dove non manca nulla ma dove non spopolano solo kebab e phone center. «I nuovi esercizi commerciali - sostiene anche il presidente del Consiglio regionale, Davide Boni - devono essere aperti in modo da non arrecare alcun disturbo ai cittadini, nel rispetto delle caratteristiche urbanistiche e paesaggistiche dei nostri centri. Per questo motivo non posso che accogliere con favore la possibilità di emanare una legge regionale ad hoc che vada in una direzione ben precisa: quella di riqualificare le nostre città, evitando la concentrazione di determinate attività in alcune aree».
L’obbiettivo è anche fare in modo che non vengano snaturati alcuni quartieri storici del centro delle città, dove al posto dei vecchi ciabattini o delle panetterie di una volta spuntano negozi di abiti cinesi a buon mercato o rosticcerie gestite da stranieri. Regole certe, secondo il Carroccio, aiuteranno le amministrazioni comunali ad organizzare al meglio il commercio nelle singole città. Boni, in qualità di ex assessore regionale al territorio, ricorda che a partire dalla legge regionale per il governo del territorio «la Lombardia ha sempre affrontato con grande senso di responsabilità una serie di problemi - puntualizza - legati al proliferare incondizionato di phone center e kebab, nel tentativo di valorizzare al meglio ogni tratto tipico delle città lombarde».
I singoli comuni potranno indirizzare lo sviluppo commerciale di determinate aree, arrivando a vietare l’apertura di alcune tipologie di negozi se non vi sono i requisiti. In questo modo, secondo Gibelli, si contribuisce alla riqualificazione di aree urbane compromesse. Non solo, le nuove regole servono anche a proteggere i consumatori poiché la conoscenza reciproca che si crea anche con i distretti del commercio può evitare la formazione di fenomeni deviati se non di vere e proprie truffe.

27/08/10

NESSUNA ALLEANZA CON L'UDC NEMMENO A LIVELLO LOMBARDO

Milano, 26 ago. (Adnkronos) - "Se a livello nazionale e' stato deciso che per il momento si va avanti senza Udc, non vedo perche' si continui a insistere per tirare in casa a livello lombardo e milanese una forza politica che rappresenta quanto di piu' lontano ci possa essere dalla volonta' di rinnovare in senso federalista questo Paese". Cosi' Davide Boni, presidente del consiglio regionale lombardo, interviene in merito alle dichiarazioni del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sulla possibilita' di alleanze con l'Udc.

"Non vorrei -sottolinea l'esponente della Lega Nord- che la nostalgia della vecchia Dc faccia dimenticare a qualcuno quali sono le riforme di cui necessita il nostro territorio e che il movimento che rappresento si e' impegnato a portare avanti, forte della fiducia degli elettori".

Per Boni "Impossibile quindi allearsi con chi non ha a cuore il cambiamento e disprezza chi da anni lavora per questo. Non abbiamo bisogno -conclude- di restare ancorati a vecchi sistemi quanto di crearne di nuovi".

26/08/10

ROM: NO CASE POPOLARI A MILANO, MEGLIO RIMPATRI

(AGI) - Milano, 25 ago. - La Lega Nord e' contraria all'assegnazione di alcuni alloggi Aler di Milano a una ventina di famiglie rom, sfollate dal campo di via Triboniano. Per il presidente del Consiglio regionale lombardo, il leghista Davide Boni, infatti, "dinanzi al preoccupante aumento di episodi di violenza nei quartieri milanesi, il fatto di consegnare una serie di case Aler a intere famiglie di nomadi, cacciate dal campo di via Triboniano, non fa che aumentare il rischio di rendere le nostre periferie il rifugio di delinquenti e disperati". Gli alloggi in questione si trovano in via Cinquecento, zona Corvetto, dove domenica un vigile urbano e' stato aggredito mentre cercava di fermare un immigrato che si era reso responsabile di un pestaggio. E, stando alle intenzione dell'amministrazione comunale, dovrebbero essere assegnati a circa 25 famiglie di etnia rom. Si tratta in realta' di alloggi fuori graduatoria, di regola assegnati ad associazioni no profit.
"Invece di dare alloggi ai rom, vista la difficile situazione economica e sociale - ha argomentato Boni, in una nota -, sarebbe meglio allontanare dal nostro Paese chi non ha mezzi di sostentamento adeguati per vivere in maniera onesta e rivedere le graduatorie in modo da agevolare i milanesi e i lombardi ad accedere ad un alloggio popolare modificando, se necessario, le normative vigenti anche a livello regionale".

25/08/10

"Sarebbe troppo facile per l’Udc e per i finiani continuare a fare il gioco delle tre carte a Milano e in Lombardia"

Forse s’avrà da fare, ma il matrimonio non è uno di quelli semplici da mettere in piedi. Il dubbio se far rientrare l’Udc nel centrodestra per compensare la diserzione dei finiani infiamma il post ferragosto. E sarà anche il piatto forte del vertice Silvio Berlusconi e Umberto Bossi oggi a villa Campari a Lesa sul Lago Maggiore. Tema scottante anche a Milano dove certamente a primavera si vota per il sindaco e il tema delle alleanze già agita le diplomazie.
L’alleanza? «Impossibile e impraticabile - tuona il vicepresidente della Regione Andrea Gibelli - Casini ha sempre privilegiato i salotti del potere romano ai problemi della gente lombarda, preferendo sempre il peggio al federalismo. Ora, per giunta, vengono sbandierati anche i valori cattolici per rientrare al potere, ma gli elettori del Nord sanno bene che sono come le foglie di fico. Per cui nessun dialogo è possibile in Lombardia con i nemici del Nord». Secca la replica dell’Udc. «Gibelli si dia una calmata - risponde brusco il coordinatore Savino Pezzotta - A lui e alla Lega non abbiamo mai chiesto nulla. In Lombardia alle scorse regionali ci siamo presentati da soli proprio per non chiedere nulla a nessuno e delle dichiarazioni della Lega terremo conto anche per le prossime amministrative». La minaccia è chiara. D’accordo anche Gianmarco Quadrini che respinge l’accusa «di essere «nemici del Nord» e rilancia ricordando che «l’Udc ha votato per un modello di vero federalismo uscito dal consiglio regionale la scorsa legislatura».
Ma a non volerne sapere è anche Davide Boni: «Sarebbe troppo facile per l’Udc e per i finiani continuare a fare il gioco delle tre carte a Milano e in Lombardia. In particolar modo in Comune o si è leali e si fa parte di una coalizione o si è fuori lasciando poltrone e incarichi. Casini non può pretendere di fare il bello e il cattivo tempo a Roma, per poi pensare di avere uomini in maggioranza a Milano». Tutto vero. Anche se un colonnello leghista assicura che «alla fine i voti dell’Udc serviranno per far vincere la Moratti e il centrodestra». E l’allenza s’avrà da fare.

24/08/10

“Milano ha bisogno di un sindaco leghista.”

"Milano ha bisogno di un sindaco leghista." Davide Boni, Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, ha commentato così la rissa con tre feriti avvenuta ieri vicino a via Padova e l'aggressione sabato sera contro un vigile nella zona di Corvetto. "Non è possibile che ci sia un quartiere in mano alla malavita italiana (Corvetto) o a quella straniera (via Padova) - ha detto Boni - “Bisogna rivedere nella totalità gli interventi in maniera più dura. Ed è per questo che Milano ha bisogno di un sindaco leghista". La candidatura di Umberto Bossi è ancora lì. Io non l'ho sentito ritirarla". Secondo Boni "ora serve un cambio di passo. Le ordinanze coprifuoco vanno estese su tutti i quartieri più a rischio a Milano. Bisogna renderle ancora più omogenee".

«Il Marocco dia spiegazioni»

Dopo le proteste della Lega Nord milanese per il degrado in via Martignoni, dove sostano tanti immigrati in coda per entrare negli uffici del Consolato del Marocco, il presidente del Consiglio regionale, Davide Boni, torna sull’argomento. E chiede spiegazioni al console.
«La cronaca di questi giorni - ha detto Boni, che è esponente del Carroccio - mi obbliga ad invitare il Console a riferire quali soluzioni voglia attuare e in quali tempi perché se è vero che il consolato ha il diritto di esercitare le proprie funzioni, è pur vero che i residenti hanno il diritto di vivere tranquilli». «Anche via Martignoni - ha concluso - è ancora a Milano, Lombardia». Già il capogruppo del Carroccio in Comune, Matteo Salvini, era intervenuto per chiedere il trasferimento del consolato in una zona più tranquilla. E a sostenerlo era sceso in campo anche il vicesindaco Riccardo De Corato. «Lo stesso consolato americano - ha spiegato - si sta trasferendo da Turati in piazzale Accursio. E anche altri consolati, da quello russo a quello romeno, sono in aree più decentrate».

12/08/10

"Farà sponda alla sinistra" di Oriana Fallaci

Nel 2004 Oriana Fallaci dedicò alcune pagine di un libro pubblicato da Rizzoli, La forza della ragione , a Gianfranco Fini. Il giudizio era drastico e in qualche misura preveggente. L’attuale presidente della Camera, paragonato a Togliat ti, era già pronto a passare con la sinistra. Allora nessuno ascoltò


«Signor Vicepresidente del Consiglio, Lei mi ricorda Palmiro Togliatti. Il comunista più odioso che abbia mai conosciuto, l’uomo che alla Costituente fece votare l’articolo 7 ossia quello che ribadiva il Concordato con la Chiesa Cattolica. E che pur di consegnare l’Italia all’Unione Sovietica era pronto a farci tenere i Savoia, insomma la monarchia. Non a caso quelli della Sinistra La trattano con tanto rispetto anzi con tanta deferenza, su di Lei non rovesciano mai il velenoso livore che rovesciano sul Cavaliere, contro di Lei non pronunciano mai una parola sgarbata, a Lei non rivolgono mai la benché minima accusa.

Come Togliatti è capace di tutto. Come Togliatti è un gelido calcolatore e non fa mai nulla, non dice mai nulla, che non abbia ben soppesato ponderato vagliato per Sua convenienza. (E meno male se, nonostante tanto riflettere, non ne imbrocca mai una). Come Togliatti sembra un uomo tutto d’un pezzo, un tipo coerente, ligio alle sue idee, e invece è un furbone. Un maestro nel tenere il piede in due staffe. Dirige un partito che si definisce di Destra e gioca a tennis con la Sinistra. Fa il vice di Berlusconi e non sogna altro che detronizzarlo, mandarlo in pensione. Va a Gerusalemme, con la kippah in testa, piange lacrime di coccodrillo allo Yad Vashem, e poi fornica nel modo più sgomentevole coi figli di Allah. Vuole dargli il voto, dichiara che “lo meritano perché pagano le tasse e vogliono integrarsi anzi si stanno integrando”.

Quando ci sbalordì con quel colpo di scena ne cercai le ragioni. E la prima cosa che mi dissi fu: buon sangue non mente. Pensai cioè a Mussolini che nel 1937 (l’anno in cui Hitler incominciò a farsela col Gran Muftì zio di Arafat) si scopre «protettore dell’Islam» e va in Libia dove, dinanzi a una moltitudine di burnus, il kadì d’Apollonia lo riceve tuonando: “O Duce! La tua fama ha raggiunto tutto e tutti! Le tue virtù vengono cantate da vicini e lontani!”. Poi gli consegna la famosa spada dell’Islam. Una spada d’oro massiccio, con l’elsa tempestata di pietre preziose. Lui la sguaina, la punta verso il sole, e con voce reboante declama: “L’Italia fascista intende assicurare alle popolazioni musulmane la pace, la giustizia, il benessere, il rispetto alle leggi del Profeta, vuole dimostrare al mondo la sua simpatia per l’Islam e per i musulmani!”. Quindi salta su un bianco destriero e seguito da ben duemilaseicento cavalieri arabi si lancia al galoppo nel deserto del futuro Gheddafi.

Ma erravo. Quel colpo di scena non era una reminiscenza sentimentale, un caso di mussolinismo. Era un caso di togliattismo cioè di cinismo, di opportunismo, di gelido calcolo per procurarsi l’elettorato di cui ha bisogno per competere con la Sinistra e guidare in prima persona l’equivoco oggi chiamato Destra.

Signor Vicepresidente del Consiglio, nonostante la Sua aria quieta ed equilibrata Lei è un uomo molto pericoloso. Perché ancor più degli ex democristiani (che poi sono i soliti democristiani con un nome diverso) può usare a malo scopo il risentimento che gli italiani come me esprimono nei riguardi dell’equivoco oggi chiamato Sinistra. E perché, come quelli della Sinistra, mente sapendo di mentire. Pagano-le-tasse, i Suoi protetti islamici?!? Quanti di loro pagano le tasse?!? Clandestini a parte, spacciatori di droga a parte, prostitute e lenoni a parte, appena un terzo un po’ di tasse! Non le capiscono nemmeno, le tasse. Se gli spiega che servono ad esempio per costruire le strade e gli ospedali e le scuole che anch’essi usano o per fornirgli i sussidi che ricevono dal momento in cui entrano nel nostro paese, ti rispondono che no: si tratta di roba per truffare loro, derubare loro. Quanto al Suo vogliono-integrarsi, si-stanno-integrando, chi crede di prendere in giro?!?


Uno dei difetti che caratterizzano voi politici è la presunzione di poter prendere in giro la gente, trattarla come se fosse cieca o imbecille, darle a bere fandonie, negare o ignorare le realtà più evidenti. Più visibili, più tangibili, più evidenti. Ma stavolta no, signor mio. Stavolta Lei non può negare ciò che vedono anche i bambini. Non può ignorare ciò che ogni giorno, ogni momento, avviene in ogni città e in ogni villaggio d’Europa. In Italia, in Francia, in Inghilterra, in Spagna, in Germania, in Olanda, in Danimarca, ovunque si siano stabiliti. Rilegga quel che ho scritto su Marsiglia, su Granada, su Londra, su Colonia. Guardi il modo in cui si comportano a Torino, a Milano, a Bologna, a Firenze, a Roma.

Perbacco, su questo pianeta nessuno difende la propria identità e rifiuta d’integrarsi come i musulmani. Nessuno. Perché Maometto la proibisce, l’integrazione. La punisce. Se non lo sa, dia uno sguardo al Corano. Si trascriva le sure che la proibiscono, che la puniscono. Intanto gliene riporto un paio. Questa, ad esempio: “Allah non permette ai suoi fedeli di fare amicizia con gli infedeli. L’amicizia produce affetto, attrazione spirituale. Inclina verso la morale e il modo di vivere degli infedeli, e le idee degli infedeli sono contrarie alla Sharia. Conducono alla perdita dell’indipendenza, dell’egemonia, mirano a sormontarci. E l’Islam sormonta. Non si fa sormontare”. Oppure questa: “Non siate deboli con il nemico. Non invitatelo alla pace. Specialmente mentre avete il sopravvento. Uccidete gli infedeli ovunque si trovino. Assediateli, combatteteli con qualsiasi sorta di tranelli”.

In parole diverse, secondo il Corano dovremmo essere noi ad integrarci. Noi ad accettare le loro leggi, le loro usanze, la loro dannata Sharia. Signor Fini, ma perché come capolista dell’Ulivo non si presenta Lei?». New York, gennaio 2004

MILANO: BONI, CON INIZIO RAMADAN ACCENTUATI PROBLEMI DI ORDINE PUBBLICO


Milano

11 ago. (Adnkronos) - "E' bastato l'inizio del ramadan per accentuare i problemi di ordine pubblico che da sempre si riscontrano in alcuni quartieri di Milano: in via Padova, per esempio, i residenti sono stati svegliati all'alba dalle preghiere dell'imam". Cosi' Davide Boni, presidente del consiglio regionale lombardo, e' intervenuto in merito al ramadan, oggi al via.

"Situazioni come questa -sottolinea l'esponente della Lega Nord- devono essere risolte, non possiamo permettere che per tutto il periodo della preghiera islamica gli abitanti del quartiere continuino a subire una convivenza forzata che viola ogni legge...persino quella della ragione e del buon senso".

Per Boni "Ci vorrebbe senza dubbio piu' rispetto nei confronti del Paese ospitante e la chiusura immediata di qualsiasi luogo che crei disturbo ai cittadini".

11/08/10

MILANO: BONI, NUOVA MOSCHEA? COMUNITA' ISLAMICA INIZI A RISPETTARE LEGGI ITALIANE

Milano, 10 ago. (Adnkronos) - Prima di costruire una moschea a Milano "sarebbe forse il caso che la stessa comunita' islamica iniziasse a rispettare le leggi vigenti in questo Paese". Cosi' Davide Boni, presidente del consiglio regionale della Lombardia ed esponente della Lega Nord, interviene, alla vigilia del Ramadan, nel dibattito sulla necessita' di costruire una moschea a Milano.

"Ad oggi -spiega Boni- non solo la stessa comunita' islamica non ha ancora abbandonato il garage trasformato in moschea in Viale Jenner, ma alla vigilia del Ramadan quasi un migliaio di fedeli musulmani andranno a pregare in un'altra moschea, di fatto abusiva, in viale Padova. L'integrazione e il dialogo non possono quindi essere a senso unico".

Per Boni "e' stata proprio comunita' islamica a non dare grande prova della volonta' di integrarsi nel nostro tessuto sociale: nessun interlocutore ufficiale identificato, ma una serie di gruppi, divisi al loro stesso interno, che non hanno quindi aiutato a promuovere un dialogo continuo che potesse portare a compiere scelte che fossero accettate da tutti".

06/08/10

ISLAM: BONI, MOSCHEA? A MILANO QUESTIONI PIU' URGENTI

(ANSA) - MILANO, 6 AGO - ''Resto convinto che Milano abbia questioni piu' urgenti da risolvere che non quella di prevederein tempi brevi una nuova moschea sul suo territorio''. Lo sostiene il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni (Lega), dopo che, a meno di una settimana dal Ramadan, le comunita' islamiche hanno riaperto il caso moschea.
''Certamente - aggiunge Boni in una nota - non e' ipotizzando la discesa in campo di '100mila militanti musulmani' alle prossime elezioni comunali, cosi' come ventilato dalla stessa comunita' islamica, che quest'ultima puo' in alcun modo cambiare i fatti o preoccupare in qualsiasi modo le istituzioni lombarde e milanesi''.
Al contrario, ''dinanzi a queste provocazioni'', Boni invita la comunita' islamica a ''chiarire se i propri fedeli, con la scusa di chiedere un luogo di culto, non siano invece piu'
interessati a fare politica, presentandosi in una fantomatica
lista islamica''. ''E' bene ribadire come in questo Paese, a
differenza di altri Stati del mondo arabo, non esiste alcuna
sharia o legge islamica che tenga - ha concluso - Quindi
risparmino pure tempo e denaro ed evitino una volta per tutte di confondere la politica con le questioni religiose''.

EDITORIA: BONI, FERRARIO FIGURA SIMBOLO INTRAPRENDENZA LOMBARDA

(ASCA) - Milano, 5 ago - ''La Lombardia perde una figura simbolo di quella laboriosita', ingegno e intraprendenza che da sempre caratterizza l'imprenditoria lombarda''.

E' con queste parole che il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Davide Boni ricorda Roberto Ferrario, editore della Prealpina, deceduto stamane all'ospedale di Busto Arsizio dove era ricoverato.

''Con lui scompare - aggiunge Boni - anche un grande editore che riteneva i giornali non solo un prodotto del mercato ma anche uno strumento importante e utile nel contribuire a costruire un dibattito e un confronto mai fazioso e rissoso''.

Roberto Ferrario fu premiato dal Consiglio regionale della Lombardia nel 2006 nel corso della Festa dello Statuto, la cerimonia con la quale l'Assemblea regionale celebra ogni anno l'identita' e l'operosita' lombarda premiando quanti si sono contraddistinti con le loro conquiste e traguardi a fare grande la Lombardia. A Ferrario fu insignito il Sigillo Longobardo, riproduzione di un oggetto di epoca longobarda - VII-VIII sec. dopo Cristo) - ritrovato in una piccola necropoli a
Trezzo d'Adda, nelle vicinanze di Milano, quale ''giusto riconoscimento per le sue doti imprenditoriali''.

05/08/10

NOMADI: PROBLEMA LEGATO A CAMPI PRESENTE, NON DEMAGOGICO

MILANO, 5 AGO - ''Prima di condannare a prescindere il 'modello Sarkozy', cosi' come sta facendo una parte della sinistra, forse andrebbe maggiormente approfondito, proprio
perche' si basa su un concetto semplice quanto universale: il rispetto delle regole''. E' quanto afferma, in una nota, il presidente del consiglio regionale lombardo, Davide Boni, secondo cui il ''problema'' legato ai campi nomadi ''e' presente e non e' quindi demagogico''.
A giudizio di Boni, ''basta domandarsi il motivo per cui lo Stato francese, che conta sul territorio nazionale un elevato numero di nomadi, nettamente maggiore rispetto al nostro Paese, abbia deciso di prendere misure drastiche per evitare la nascita di continui campi nomadi sul territorio in maniera disordinata, ipotizzando anche di togliere la cittadinanza ai criminali francesi di origine straniera''.
Secondo il presidente del consiglio regionale, infine, non bisogna ''confondere la necessita' di sgomberare tutti i campi nomadi presenti illegalmente sul nostro territorio, allontanando chi non ha mezzi adeguati per restare in questo Paese, con il tentativo di mettere sistematicamente in atto una crociata nei confronti delle popolazioni rom''.

INSEGNE STRANIERE, BONI: "SINTOMO DI UNA VOLONTÀ DI ISOLARSI"

Milano, 05 ago - In merito alle insegne in lingua straniera esposte da molti negozi milanesi, è intervenuto Davide Boni, Presidente del Consiglio regionale lombardo:
"Mi sembra doveroso che i negozi che decidono di aprire sul territorio non solo milanese ma anche lombardo, abbiano delle insegne che siano leggibili e quindi comprensibili da parte dei
residenti della zona. Inammissibile quindi l'utilizzo sistematico di una serie di ideogrammi per pubblicizzare le attività commerciali svolte che non facilitano in nessun modo il loro inserimento nel tessuto locale ma creano unicamente diffidenza oltre ad un consistente problema di sicurezza.
Maggiore trasparenza andrebbe a vantaggio non solo dei residenti ma anche degli stessi commercianti. Nascondersi dietro insegne incomprensibili è comunque sintomo di una volontà di isolarsi e non rendere così partecipe l'intero quartiere di quello che si sta facendo".
Da ex-assessore al Territorio nella scorsa legislatura "ho lavorato anche per tutelare i centri storici, evitando che quest'ultimi fossero snaturati dall'apertura di esercizi commerciali che nulla avevano a che fare con la vocazione tradizionale del luogo in cui erano ubicati. Per questi motivi credo che non ci siano problemi se il Consiglio Regionale e lo stesso Ufficio di Presidenza fossero invitati a ragionare su un'eventuale norma speciale che serva a regolarizzare in maniera generale le modalità di affissione delle insegne degli esercizi
pubblici".

Dopo Lufthansa, Emirates. Malpensa è una risorsa straordinaria

Il Presidente del Consiglio alla cerimonia di arrivo dell'Airbus A380 di Emirates, operativo sulla rotta Dubai-Milano


MILANO - «Dopo Lufthansa, Emirates. Questa è la dimostrazione che Malpensa è una risorsa straordinaria nel panorama dell'aviazione civile italiana ed europea».
Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Davide Boni a margine dell’arrivo a Malpensa del primo volo operativo dell’Airbus A380 di Emirates, il «gigante dei cieli» della compagnia degli Emirati Arabi Uniti che volerà sulla rotta Dubai-Milano ed è capace di trasportare oltre 500 passeggeri.

Il Presidente Boni scende dalla scaletta dell'Airbus A 380, ad accoglierlo l'amministratore delegato del Milan Galliani.
Alla manifestazione hanno preso parte anche i calciatori e la dirigenza del Milan calcio, capeggiati dall’amministratore delegato Adriano Galliani: Emirates infatti dalla prossima stagione calcistica sarà sponsor della società rossonera.

«Anche Lufthansa – ha aggiunto Boni – la settimana scorsa ha presentato a Malpensa il suo Airbus A380. Credo che queste siamo dimostrazioni incontrovertibili della vitalità del nostro scalo e delle sue infinite potenzialità. Bene ha fatto Regione Lombardia in tutti questi anni, dopo l’abbandono di Alitalia, ad essere in prima fila per promuovere politiche di rilancio aeroportuali e i dati di oggi ci stanno dando ragione. Noi continueremo su questa strada, come dimostra la Risoluzione approvata proprio l’altro giorno dal Consiglio regionale a sostegno del nostro hub. Peraltro – ha concluso Boni - da tifoso milanista è stata una grande soddisfazione potere visitare insieme alla squadra rossonera il nuovo Airbus A380».

03/08/10

LAVORO: LOMBARDIA; BONI, PRIORITA' ITALIANI NELLE ASSUNZIONI

(ANSA) - MILANO, 3 AGO - E' opportuno che le aziende ''si attivino per dare la precedenza nelle assunzioni ai lavoratori lombardi e italiani'' rispetto agli stranieri. L'invito e' di
Davide Boni (Lega), presidente del Consiglio regionale della Lombardia.
Occorre dare, spiega Boni in una nota, ''una concreta opportunita' lavorativa a tutte quelle famiglie che anche in Lombardia hanno maggiormente sofferto la crisi economica''.
L'appello di Boni arriva dopo una riflessione sui dati che ''testimoniano come negli ultimi mesi le assunzioni a tempo indeterminato di cittadini stranieri siano notevolmente aumentate, in particolare in alcuni settori dove e' elevata la richiesta di manodopera''. Secondo il presidente del Consiglio regionale lombardo, ''l'impennata delle assunzioni di extracomunitari stride notevolmente con la situazione legata alla difficile condizione economica che ha determinato la perdita di numerosi posti di lavoro, con persone al di sopra dei 40 anni che hanno enormi difficolta' a rientrare nel mondo del lavoro''.
A questo riguardo, continua Boni, sul fronte del rilancio della competivitita' delle aziende, la Regione Lombardia ''non e' mai stata con le mani in mano'', tanto che ''sono stati stanziati fondi a sostegno della produttivita', creando tutte quelle condizioni necessarie affinche' ci sia il rilancio della competitivita' delle nostre aziende''.

MATURITA': BONI, SBILANCIAMENTO MAPPA VOTI TRA NORD E SUD

(ANSA) - MILANO, 3 AGO - Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni (Lega), intravede negli elenchi degli studenti neo maturati d'Italia ''uno sbilanciamento eccessivo nella mappa dei voti'' tra Nord e Sud e sollecita, per questo, ''una seria riflessione sul criterio della meritocrazia''. Boni si riferisce a dati relativi alla maturita' 2009-2010 secondo i quali su 4.037 diplomati con lode, 2.016 provengono dalle regioni meridionali e dalle isole. ''Non e' un elemento per cui rallegrarsi - afferma Boni - quello che vede gli studenti del Sud emergere dagli esami di maturita' come quelli con un punteggio nettamente piu' alto rispetto a quelli del Nord. Non vorremmo infatti che le scuole di una certa parte del Paese abbiano dimostrato una maggiore indulgenza e una minore rigidita' nell'attestare la preparazione dei maturandi, senza rendersi conto dei disastri causati nell'elargire a pioggia voti elevatissimi''.
Secondo Boni, del resto ''l'eccessiva discrezionalita' rischia unicamente di ostacolare il percorso scolastico di coloro che, pur non avendo ottenuto il massimo dei voti, hanno magari una preparazione migliore di tanti altri studenti''. Lo ''sbilanciamento eccessivo nella mappa stilata dei voti conseguiti alla maturita' desta piu' di un sospetto - conclude il presidente del Consiglio lombardo - e impone una seria riflessione sul criterio della meritocrazia che rischia di premiare i piu' furbi a danno di coloro che hanno studiato seriamente durante tutto il corso di studi''.

02/08/10

Le due Italie: Pil del Nord doppio rispetto a quello del Sud

I dati Istat parlano chiaro: la ricchezza prodotta è di 17.900 euro pro-capite nel Mezzogiorno contro i 31.000 euro delle regioni settentrionali. Fanalino di coda la Campania con 16.900, in testa Bolzano con 34.400.

Il divario economico tra Nord e Sud continua ad essere nettissimo: il prodotto interno lordo del Mezzogiorno vale praticamente la metà rispetto a quello del Settentrione. Lo si ricava da una serie di dati che l'Istat ha depositato in Parlamento nell'ambito degli approfondimenti in corso sul federalismo fiscale: se si vive in una regione meridionale si ha oltre un terzo in meno di reddito disponibile per i consumi e gli investimenti; a fronte di regioni che piazzano bene i loro prodotti fuori dai confini territoriali, ce ne sono altre con tassi di dipendenza dall'esterno di oltre il 30%.

La fotografia dell'Italia "duale", come la definisce il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, evidenzia che al Sud si produce ricchezza per 17.900 euro pro-capite contro i 31.000 del Nord. In fondo alla classifica c'è la Campania dove il pil pro-capite è pari a 16.900 euro. Penultima la Calabria con 17.000 euro. In testa, invece, Bolzano con 34.400 euro, seguita dalla Lombardia con 33.600. I dati si riferiscono al 2008, prima dunque della grande crisi che ha ridotto di qualche punto la ricchezza a livello nazionale.

La situazione non migliora se si guarda al reddito disponibile delle famiglie consumatrici: al Mezzogiorno è pari al 64,1% rispetto a quello del Centro-Nord, il che vuol dire che un abitante del Sud può spendere e investire quasi il 36% in meno rispetto a uno del Nord. In Campania la disponibilità di reddito lordo pro-capite è di 12.100 euro in un anno, in Sicilia di 12.200 euro, contro i 20.700 di Bolzano o i 20.600 euro della Lombardia.

La "vulnerabilità", come la definisce lo stesso Istituto di statistica, delle regioni meridionali emerge anche dalle tabelle riguardanti l'interscambio commerciale. La dipendenza dall'esterno, ovvero il saldo tra esportazioni e importazioni in percentuale del prodotto interno lordo, per l'Italia è dell'1,3%. Ma a fronte di un saldo positivo di quasi tutte le regioni del Nord, risulta negativo al 21,8% quello del Mezzogiorno, con punte del 30,3% e del 27,5% in Calabria e in Sicilia.

MILANO: BONI (LEGA), ESTENDERE ORDINANZA AD ALTRE ZONE DOPO CORVETTO

Milano, 2 ago. (Adnkronos) - "Mi auguro che l'ordinanza in questione venga estesa anche ad altri quartieri dove l'elevata concentrazione di negozi gestiti da cittadini stranieri ha portato a situazioni di degrado, rendendo impossibile la vita ai residenti".
Cosi' Davide Boni, presidente del consiglio regionale lombardo, interviene in merito all'ordinanza in vigore nel quartiere Corvetto a Milano.

L'entrata in vigore dell'ordinanza comunale, per il rispetto degli orari di apertura e di chiusura dei negozi, viene definita da Boni "positiva. Le prime multe effettuate dagli agenti della polizia municipale evidenziano come le lamentele dei residenti erano, a tutti gli effetti, piu' che fondate". Secondo l'esponente della Lega Nord e' "Giusto regolarizzare in maniera corretta le varie attivita' commerciali, senza che i negozi etnici svolgano il proprio lavoro incuranti delle norme presenti in questo Paese, cosi' come e' necessario controllare in maniera sistematica le procedure di allocazione degli alloggi, senza che gli edifici siano occupati da
cittadini irregolari".

Anche nei quartieri "dove il 'coprifuoco' e' gia' entrato in vigore da qualche tempo, come in via Padova e in via Sarpi, e' fondamentale -conclude Boni- tenere alta la guardia, esortando le istituzioni e le forze dell'ordine a continuare il prezioso lavoro iniziato".