31/08/11

1983: NAJA A ROMA!


Così come già avvenuto altre volte, ci voleva un movimento concreto e legato al territorio, come quello della Lega Nord, per fare sedere nuovamente al tavolo gli esponenti della maggioranza e cercare di sistemare altri tasselli della manovra che, diversamente, avrebbero penalizzato migliaia di lavoratori.
Fin da subito, infatti, convincevano poco le novità proposte che avrebbero impedito di riscattare l’anno di servizio militare, così come quelli impiegati per conseguire la laurea.
Ma se da un lato il fatto di frequentare o meno l’università rientra da sempre nelle scelte individuali, non si può ignorare che l’anno di “naja” era fino a qualche anno fa obbligatorio. Raggiunta la maggiora età, una volta accertata l’idoneità, si era infatti costretti a fare i propri bagagli e, indipendentemente dalla singola situazione famigliare, a partire per svolgere il proprio dovere di cittadino italiano.
Pertanto anche il sottoscritto non ha fatto eccezione alla regola: l’anno in cui ho fatto il militare, il 1983, con destinazione Roma, lavoravo e senza dubbio anche la mia famiglia avrebbe preferito che continuassi la mia attività, senza interromperla per un anno.
Per molte famiglie il figlio che partiva per il militare corrispondeva infatti ad una entrata in meno al mese e in molte situazioni questo influenzava fortemente l’economia domestica.
E ora, si dovrebbe dire a queste persone, che sono state obbligate a stare lontane un anno da casa, che i mesi a servizio del Paese non valgono più nulla? Che devono lavorare un anno in più per recuperare l’anno perso a svolgere il proprio dovere?
Sarebbe difficile, soprattutto per noi lombardi e per tutti coloro che hanno dovuto rimboccarsi le maniche prima di molti altri, mandare giù un simile boccone. Ecco perché è importante che un tema così delicato che riguarda migliaia di persone, sia stato rivisto e rimesso in gioco per essere definitivamente affrontato durante il Consiglio dei Ministri.
Solo chi non ha mai dimenticato le proprie radici, così come conosce bene i sacrifici compiuti da migliaia di famiglie lombarde, ha quindi compreso che non era possibile togliere la possibilità di riscattare un anno della propria vita, donato gratuitamente allo Stato.
DB

MANOVRA: Boni, in Lombardia le Province funzionano al sud alcune sono unicamente carrozzoni

Milano, 30 ago. (Adnkronos) - "In alcune Regioni, Lombardia in primis, le Province funzionano e svolgono correttamente il proprio ruolo di collegamento tra enti superiori e cittadini. Mentre in altre Regioni, come quelle del Sud, alcune Province sono unicamente dei carrozzoni statali che dovrebbero essere accorpati o direttamente aboliti". Cosi' Davide Boni, presidente del Consiglio regionale lombardo, interviene sulle misure correttive della manovra.

"Se questo Paese avesse seguito fin da subito il modello di efficienza lombardo -prosegue Boni- probabilmente avremmo potuto risparmiare denaro pubblico, ottimizzando nel contempo il ruolo svolto dagli enti locali ed evitando di dovere adottare finanziarie sempre piu' rigide".
Secondo Boni "bene ha fatto il Governo nazionale a prevedere dei correttivi alla manovra, riducendo di fatto il suo impatto sui nostri enti locali. Anche il metodo per l'abolizione delle Province -aggiunge- va nella direzione giusta: corretto che questo passaggio avvenga attraverso una legge costituzionale che conferisca alle Regioni le relative competenze ordinamentali, dando a queste -conclude- anche la possibilita' di individuare nuovi metodi per interfacciarsi con i propri cittadini".

30/08/11

MANOVRA: LE NUOVE MISURE

LE NUOVE MISURE:

NIENTE AUMENTO DELL’IVA – resterà al 20%

CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’ – resterà a carico dei membri del Parlamento e dei calciatori

STRETTA SULLE SOCIETA’ DI COMODO – per sostituire il contributo di solidarietà arriva una stretta sulle società di comodo. Si prevedono infatti nuove misure fiscali finalizzate ad eliminare l’abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive

DIMEZZAMENTO PARLAMENTARI – dimezzamento del numero di parlamentari e Senatori attraverso una riforma costituzionale

PENSIONI – fuori dal calcolo degli anni di lavoro necessari a raggiungere l’anzianità contributiva i periodi di laurea o di servizio militare. Le modifiche decise prevedono il mantenimento dell’attuale regime previdenziale già previsto per coloro che abbiano maturato quarant’anni di contributi con esclusione dei periodi relativi al percorso di laurea e al servizio militare che comunque rimangono utili ai fini del calcolo della pensione.

GIRO DI VITE SULLE COOPERATIVE – riduzione delle misure di vantaggio fiscale alle società cooperative

SALVI I PICCOLI COMUNI – sostituzione dell’articolo della manovra relativo ai piccoli comuni con un nuovo testo che preveda l’obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall’anno 2013 nonché il mantenimento dei Consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno

RIDUZIONE DEI TAGLI DEGLI ENTI LOCALI – riduzione dell’impatto della manovra per Comuni, Province, Regioni e Regioni a statuto speciale pari a due miliardi. Attribuzione agli enti territoriali di maggiori poteri e responsabilità nel contrasto all’evasione fiscale con vincolo di destinazione agli stessi del ricavato delle conseguenti maggiori entrate

TAGLIO DELLE PROVINCE – l’intervento viene rimandato ad un provvedimento di natura costituzionale insieme al dimezzamento dei parlamentari

TASSA SUI SOLDI INVIATI ALL’ESTERO – tassa più alta sulle rimesse degli stranieri che non hanno un contratto di lavoro regolare e una posizione Inps che spediscono i soldi guadagnati in Italia nel loro Paese

Islam/ Milano, Boni: Visita Guida mancanza rispetto per milanesi "Che subiscono convivenza forzata con i luoghi di culto islamici"

(ANSA) - MILANO, 30 AGO - ''La Giunta Pisapia ascolti anche i milanesi che subiscono la convivenza con luoghi di culto islamici improvvisati". Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni, commentando la visita del vicesindaco di Milano alla festa per la fine del Ramadan.

''Il fatto che il vicesindaco di Milano si sia recato, in occasione della chiusura del Ramadan in uno dei luoghi più caldi del capoluogo come Via Padova, teatro di ignobili rivolte messe in

atto da bande di stranieri - ha aggiunto - rappresenta una mancanza di rispetto per tutti gli italiani che da sempre subiscono le conseguenze della convivenza forzata con i luoghi di

culto islamici''.

''Un atto - ha precisato Boni - che dimostra come l'attuale amministrazione, dopo le generose aperture nei confronti dell'edificazione di una grande moschea a Milano e di una sorta di

sanatoria per i centri di preghiera abusivi, abbia già scelto chi sono le persone con le quali intende dialogare".

''Chissa' - ha concluso - che il prossimo passo della Giunta Pisapia non sia quello di issare la mezzaluna sul balcone di Palazzo Marino a decretare che il vento è davvero cambiato e al posto

della tramontana del Nord soffia ormai forte il ghibli arabo".

29/08/11

LA MANCATA RIVOLUZIONE DI PISAPIA

Ottanta giorni per passare dalle locandine arancioni per festeggiare che il vento era cambiato, alla realtà di una complessa macchina amministrativa, come quella del Comune di Milano, che di fatto ha già messo in luce tutte le fragilità della nuova Giunta. Tra le novità che sicuramente i milanesi non si aspettavano quella che lascia maggiormente allibiti riguarda il costo dei mezzi pubblici, con il rincaro del biglietto ATM che di fatto colpirà molti milanesi e pendolari. E qui, oltre al danno, è arrivata puntuale anche la beffa: perché non solo dal primo settembre il biglietto costerà un euro e cinquanta ma chi avesse ancora per le mani un ticket comprato precedentemente per poterlo utilizzare dal mese di ottobre dovrà versare un aggiunta di cinquanta centesimi. Come dire che, alla fine, quelli su cui graveranno questo rincari saranno sempre i soliti cittadini che non possono fare a meno di utilizzare il mezzo pubblico e che rinunciano ad arrivare con la propria auto in città. Chissà che la stessa solerzia non venga usata anche nei confronti di chi il biglietto non l’ha praticamente mai pagato: basti vedere cosa accade quotidianamente sulla linea 90-91, quella con la maggiore densità di pendolari stranieri, sulla quale la vecchia amministrazione aveva anche intensificato la presenza di agenti della Polizia locale proprio per tenere monitorato quanto accadeva ed individuare eventuali clandestini. Quegli stessi agenti che ora l’attuale amministrazione vorrebbe chiudere in ufficio. Un abisso profondo, quello tra quanto promesso in campagna elettorale e ciò che fino ad oggi è stato effettivamente messo in atto. E il bello, anzi il peggio, deve ancora arrivare perché oltre ad essere ricordata come l’amministrazione che dopo anni di tariffe invariate ha aumentato il costo dei mezzi pubblici, la Giunta Pisapia passerà alla storia come quella che ha introdotto l’addizionale Irpef. Come primi ottanta giorni non c’è male. Anche perché è bene considerare come il grande dialogo e la partecipazione attiva da parte della popolazione hanno principalmente coinvolto la comunità mussulmana, che ha di fatto potuto godere di un canale preferenziale, con la promessa di vedere presto regolarizzati i luoghi di culto non a norma, oltre all’edificazione di una nuova grande moschea. Il sentore è quindi quello di una maggioranza che ha purtroppo perso di vista quali sono le priorità per una città come Milano, aprendo in maniera incondizionata a chi, in tutti questi anni, non ha mai dato la garanzia e la prova concreta di sapersi integrare con la comunità milanese, nel totale rispetto delle regole vigenti su questo territorio, nascondendosi quindi dietro a barricate ideologiche e politiche, tanto che in altre città governate dalla sinistra, vedi Firenze, non si è aperto ad una mega-moschea tout à court, proprio perché prima è necessario un percorso ragionato e consapevole. Una città importante come Milano merita pertanto molto di più, perché non si può pretendere di governare inseguendo sogni irrealizzabili che rischiano unicamente di stravolgere quello che è la nostra città, cambiandola in peggio. La città di Expo deve pertanto essere guidata da persone che diano esempio di responsabilità e di grande amore per quello che Milano ha sempre generosamente dato in tutti questi anni.

Davide Boni

Presidente del Consiglio della Regione Lombardia

27/08/11

Boni: Formigoni ora esagera, pensa solo alla politica romana

Il Presidente del consiglio regionale: serve una svolta

Legge l'ultima agenzia e sbotta. "Ora basta, sta esagerando". Davide Boni è il Presidente del parlamentino lombardo, il numero uno della "quarta assemblea del Paese" come viene pomposamente chiamata l'aula del Pirellone. La tendenza ad "allargarsi" un po' troppo è invece, per Boni, quella di Roberto Formigoni, da sedici anni presidente della Regione Lombardia, e indicato da più parti come una delle personalità più accreditate per guidare il centrodestra nazionale e succedere così a Silvio Berlusconi. "E' un'estate intera che lo sentiamo esternare su tutto. Dal governo alla crisi del Pdl, fino allo stato di salute della Lega e ai rapporti con l'Udc. Ora basta. La Regione Lombardia non può essere usata come un trampolino di lancio per la propria carriera". Nè condannata alla paralisi: "in Regione lavoriamo a spizzichi e bocconi" ammette lo stesso Boni.
Niente giri di parole. La guerra fredda che da mesi si consuma all'interno del centrodestra lombardo è sul punto di esplodere e di farsi calda, caldissima. Gli uomini della Lega ormai lo dicono chiaramente. Nei dibattiti televisivi, dai palchi delle feste di partito "sul territorio". Se Formigoni ha ambizioni "romane", prego. Prenda l'aereo per la Capitale e metta alla prova le sue legittime ambizioni. Quello di Davide Boni ha il sapore dell'ultimatum: "Formigoni rientri nei ranghi". Altrimenti, lascia intendere il presidente del Consiglio regionale, la tensione è destinata a salire.
Tanti i capi d'accusa lumbard sul conto del governatore. Intanto i "quotidiani richiami" alla Lega e al suo capo assoluto, Umberto Bossi. Ma l'accusa più feroce è appunto quella di utilizzare la "vetrina" regionale per altri fini. Un esempio? "Formigoni ha annunciato di volersi mettere alla testa dei sindaci che protestano contro il governo". Gli amministratori del Nord Italia, per la cronaca, si daranno appuntamento lunedì 29 proprio al Pirellone, ospiti dell'auditorium della Regione. E per la cronaca la lista delle partecipazioni si allunga giorno per giorno. Ieri è arrivata una nuova adesione "eccellente" e per nulla scontata, quella del presidente della Provincia, Guido Podestà.
La lunghissima requisitoria di Boni ha un elogio quasi scontato. "La Lega - scandisce - avrebbe tantissime personalità disponibili ad occuparsi a tempo pieno della Regione". Ancora più esplicito? "Noi come Lega, oggi più che mai, pensiamo alla Lombardia".
Lite in maggioranza. Dal fronte opposto Franco Mirabelli, consigliere regionale del Pd, osserva con una certa soddisfazione: "La Lega che attacca Formigoni perchè difende i comuni non è solo un paradosso, ma è l'ennesima prova che questa maggioranza di centrodestra è ormai spaccata e non può più governare nè il Paese nè la Lombardia".

il corriere 26.08.2011

26/08/11

Sprechi della politica, Davide Boni: «Il Pirellino non è intoccabile»

Gli sprechi della politica
«Le sedi territoriali non sono intoccabili e già a settembre si potrebbe fare un ragionamento sulla loro effettiva utilità». Davide Boni, ex esponente della giunta del Pirellone e oggi presidente del consiglio regionale, interviene nel dibattito sull’eventualità di abolire i cosiddetti Pirellini, ovvero gli uffici decentrati della Regione Lombardia.
Nell’ambito del dibattito sui costi e sugli sprechi della politica, il “Corriere di Como” ha avviato ieri una riflessione sull’utilità di queste strutture. A Como, il Pirellino ha sede in via Luigi Einaudi. Nella struttura lavorano attualmente 37 dipendenti, meno della metà rispetto agli 80 dell’inaugurazione, cui si aggiungono i 34 operatori dell’Arpa e i 4 dell’Ersaf. Impossibile, al momento, sapere quanto l’ente lariano costi, anche se il dirigente Guido Longoni ha promesso che renderà pubblici i dati la prossima settimana. Intanto, neppure i consiglieri regionali lariani difendono la sede territoriale.
«I Pirellini dipendono dalla giunta e sono utilizzati quasi esclusivamente dagli assessori - sottolinea Davide Boni - Nulla però vieta di valutare l’eventualità di non utilizzarli più se non hanno una reale utilità. Al momento il problema non è mai stato sollevato in consiglio regionale, ma questo non significa che sia un argomento tabù, anzi». Il tema potrebbe essere sollevato già nelle prossime settimane. «La discussione sui costi e gli sprechi della politica ormai è in corso ed è indispensabile - conclude Boni - Nell’ambito di questa riflessione già alla ripresa delle attività del consiglio regionale il tema dei Pirellini potrebbe essere sollevato e discusso».

Anna Campaniello


http://www.corrierecomo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=31001&catid=7:primo-piano&Itemid=107

24/08/11

Milano: Boni, abisso tra le promesse di Pisapia e i suoi interventi

Milano, 23 ago. (Adnkronos) - "Oltre alle lettere alla stampa e l'evocazione di cospirazioni e trame occulte contro la sua Giunta, dei primi ottanta giorni di Pisapia Sindaco di Milano non e' rimasto molto. Gli aumenti del biglietto Atm, l'introduzione dell'addizionale Irpef e i rincari dei servizi dimostrano chiaramente l'abisso esistente tra quanto promesso in campagna elettorale ai milanesi e cio' che e' stato messo in atto". Lo afferma Davide Boni, presidente del Consiglio della Regione Lombardia, sui primi mesi di amministrazione del sindaco Giuliano Pisapia.

"Fino ad oggi -conitnua- e' comunque avvilente vedere come l'unico dialogo aperto da questa maggioranza sia quello con la comunita' islamica, pianificando la costruzione di una grande moschea e annunciando la regolarizzazione dei luoghi di culto abusivi islamici presenti a Milano. Chi governa non puo' perdersi in chiacchiere e in romanzi epistolari ma deve amministrare per il bene dei milanesi dimostrando di essere adeguato al ruolo ricoperto".

Per Boni "al di la' di spostare qualche quadro ed elargire consulenze, per il resto si e' perso per strada il piglio deciso con il quale la coalizione di sinistra si era presentata agli elettori. I milanesi meritano di essere governati da chi sa cosa deve fare per il bene della propria citta' e non da chi continua malamente a recitare una parte".

23/08/11

La secessione è un sogno che abbiamo nel cuore

"Ci chiamiamo Lega Nord per l'indipendenza della Padania. Nessuno può togliere quello che sentiamo. E' un sogno che abbiamo nel cuore". Davide Boni (Lega), Presidente del Consiglio della Regione Lombardia, sceglie Affaritaliani.it per rispondere alle parole del premier che aveva dichiarato: "L'Italia c'è e ci sarà sempre". E sulla crisi afferma: "Se non scatta il sistema federale va da sé che una parte del Paese si stacchi dall'altra". Con quale sistema? "Il mio riferimento ideale è quello belga o cecoslovacco, dove c'è l'autodeterminazione delle persone"


Dopo le parole di Bossi sulla secessione padana Berlusconi ha dichiarato: "Mi spiace, questa volta, di non essere d'accordo con il mio amico Umberto Bossi. Sono profondamente convinto che l'Italia c'è e ci sarà sempre". Come commenta questa esternazione?

"Capisco le posizioni del Presidente del Consiglio, ma d'altra parte noi ci chiamiamo Lega Nord per l'indipendenza della Padania. Nessuno può togliere quello che sentiamo. E' un sogno che qualcuno ha nel cuore, e anche io ce l'ho. E' sotto gli occhi di tutti quello che sta succedendo nel Paese".

Nel cuore di ogni buon leghista c'è la Padania indipendente?
"Nel mio sicuramente e anche nel cuore di tanti".

In quello di Bossi?
"Ma certo. Lui è la Lega, il padre del Carroccio".

Quindi come ha detto Bossi l'Italia sta andando alla rovina?
"Se non scatta il sistema federale, nella maniera esatta, va da sé che una parte del Paese si stacchi dall'altra. Poi bisogna vedere caso per caso quello che succede in Sicilia, in Campania o in altre regioni, anche governate dagli alleati del Pdl. Ma i dati parlano chiaro: nel dopoguerra l'apporto del Sud al prodotto interno lordo è stato del 26 per cento e anche oggi è fermo a questa cifra".

Per una Padania libera ha in mente il modello cecoslovacco, cioè di separazione consensuale, oppure balcano, più movimentato?
"Da qui ad allora ci sono ampi spazi per un progetto federale. Il mio sistema ideale è quello belga o cecoslovacco, dove c'è l'autodeterminazione delle persone. Non credo che sia un obiettivo prioritario però è naturale che ognuno coltivi le sue speranze".

Secondo lei Umberto Bossi preferirebbe fare il ministro delle Riforme nel governo Berlusconi o il presidente della Repubblica indipendente della Padania?
"Credo che sappia fare tutte e due le cose. Cerca di salvare questo paese nonostante la situazione attuale".

Se si va avanti così la secessione è invitabile?
"Credo che questo sia chiaro a tutti. Se l'Italia non si rialza una parte del Paese ha la volontà di staccarsi".


E sulla Padania arriva la risposta al premier. Con un editoriale del deputato Luciano Dussin si torna a minacciare la secessione. L'esponente del Carroccio e componente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio spiega nell'articolo dal titolo 'Italia, una 'famiglia' da cui bisogna uscire': 'L'Italia e' una famiglia, ha 4 fratelli che lavorano -si chiamano Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Lombardia- e almeno tredici che si fanno mantenere, perche' la cassa e' unica e hanno la maggioranza'.

'I parassiti -denuncia Dussin- spendono piu' di quanto ingiustamente hanno. Convocare il Parlamento per chiedere il permesso di andarsene o di essere i gestori delle proprie ricchezze e' tempo perso, l'autorizzazione non arrivera' mai. Prima della secessione si potrebbe fare un ultimo tentativo: aprire un conto nelle quattro regioni che mantengono le altre e farsi versare le tasse dai propri contribuenti'.


http://affaritaliani.libero.it/politica/boni_ad_affari_secessione_sogno_che_abbiamo_nel_cuore230811.html?refresh_ce

20/08/11

Expo, Boni: "Pisapia dica chiaramente se è priorità"

Milano, 19 ago. (Adnkronos) - Il Comune di Milano "deve dire chiaramente se Expo rappresenta ancora una priorita' o meno, cercando di capire, con i conti alla mano, se ogni parte del progetto puo' essere realizzata". Lo afferma il presidente del Consiglio regionale lombardo, Davide Boni.

"Pertanto - prosegue Boni - l'amministrazione comunale deve spiegare se e' in grado di continuare il lavoro iniziato dai suoi predecessori, evitando cosi' di alzare bandiera bianca tra qualche mese e facendo fare a Milano e all'intero Paese una brutta figura a livello internazionale. Sul tema di Expo per il momento vedo solo un grande impegno da parte della Regione Lombardia ma non si puo' dire altrettanto per il Comune di Milano, chiamato a rispettare gli impegni assunti".

Per Boni e' "inutile che la Giunta Pisapia continui a ripetere la solita filastrocca contro la precedente amministrazione e il Governo nazionale se prima di tutto non ha le idee chiare su quello che si puo' e si deve fare. Di una Giunta milanese che taglia solo i nastri, dopo che altri hanno fatto tutto il lavoro, risolvendo le questioni economiche e tecniche, non sapremmo infatti cosa farcene".


Consob/ Boni (Lega): Spostarla a Milano, Giorgetti presidente

"Economia è soprattutto al Nord, non ci sarebbe nulla di male"

Il Carroccio apre un nuovo fronte, destinato a suscitare polemiche nella maggioranza e non solo. Questa volta nel mirino l'economia e la finanza. Davide Boni, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, attraverso il quotidiano online Affaritaliani.it, ha chiesto lo spostamento della Consob da Roma a Milano. "Si tratta di una richiesta che più volte è stata presa in considerazione dal nostro gruppo parlamentare e anche da Umberto Bossi. D'altronde l'economia è soprattutto al Nord e quindi non ci sarebbe nulla di male". L'esponente leghista ha già in mente la sede: "Abbiamo piazza degli affari, sarebbe un luogo perfetto. Comunque ci sono anche altre parti della città che potrebbero ospitare la Consob, il problema del luogo è marginale. Ci sono molti palazzi disponibili. Si tratta di una battaglia da portare avanti con forza, anche se in questo momento la nostra delegazione al governo è impegnata sulla manovra sarebbe il completamento del processo di trasferimento dal centro alla periferia di alcune competenze, vedi i ministeri al Nord". Ma Boni sa che sia il Pdl sia i partiti dell'opposizione non saranno molto d'accordo... soprattutto nella capitale. "In Italia purtroppo è consolidata l'idea che tutto debba essere centralizzato a Roma. Ma la Consob a Milano porterebbe anche un beneficio per l'indotto sul territorio lombardo e milanese molto forte". Non solo: "Credo che il Governatore Formigoni sia disponibile ad appoggiare tutte quelle proposte che vedono la Lombardia al centro di obiettivi federalisti, al di là del fatto che dica che il federalismo è morto. Ma lo fa senza crederci". E infine c'è anche la possibilità di un leghista alla guida dell'autorità di controllo della Borsa. "Abbiamo un sacco di uomini che sanno di economia". Giancarlo Giorgetti? "Perché no? E' impegnato a fare il segretario della Lega Lombarda e il presidente della Commissione Bilancio della Camera. Ma certamente avrebbe le competenze per farlo. Il nostro Giorgetti è in grado di fare tantissime cose, compreso il presidente della Consob".

13/08/11

Milano: Boni, con Pisapia, milanesi minoranza in casa propria

Milano, 11 ago. (Adnkronos) - "Rom, islamici e immigrati: queste le categorie alle quali la Giunta Pisapia sta dedicando ogni tipo di attenzione, arrivando a trasformare Milano in una citta' araba a maggioranza islamica e regalando alloggi popolari a nomadi ed immigrati. E' ormai evidente che i milanesi sono diventati a tutti gli effetti una minoranza in casa propria". Cosi' Davide Boni, presidente del Consiglio della Regione Lombardia, sull'ipotesi di apertura di centri islamici a Milano.

"Aspettiamo di capire -continua- quando tocchera' finalmente ai milanesi ricevere almeno una parte delle attenzioni che questa amministrazione sta prestando a tutti tranne a chi in questa citta' ci vive e lavora da anni".

FEDERALISMO,BONI A VALENTINI:"SENZA LEGA NON NE SAPREBBE NEMMENO DELL'ESISTENZA"

(OMNIMILANO) Milano, 12 AGO - "Il buon Valentini Puccitelli senza i Ministri leghisti e senza la Lega Nord non saprebbe nemmeno dell'esistenza del federalismo fiscale. Mi dispiace per lui ma io non sono il "portaborracce" di nessuno e, al di là della mia funzione istituzionale, io sono e resto leghista e certamente non parlo a comando. Essere alleati non significa essere servi di qualcuno. Io ho un solo leader politico e non è Formigoni". Così Davide Boni, Presidente del Consiglio della Regione Lombardia, ha risposto al capogruppo del Pdl in Regione Lombardia, Valentini Puccitelli.

12/08/11

Moschea a Milano, Boni: «Dialogo? Non vanno d’accordo nemmeno tra di loro»

Davide Boni, la moschea a Milano? «Non è un progetto fattibile». Gli islamici vogliono solo pregare. «Con tutto il rispetto per chi vuol pregare». Rispetto, ma niente moschea. «Milano è una città piccola, ha già una storia urbanistica e architettonica tradizionale». Vero che lei è stato assessore all’Urbanistica in Regione. Ci avrete pensato. «Ho grandi dubbi che qui si possa fare una moschea come a Roma. Non ci sono gli spazi». Magari sforzandosi un po’. «Soprattutto non ne vedo l’esigenza». Ecco il leghista. «È la richiesta di 3-4mila persone su un milione e 300mila abitanti». Sono una religione, vorrebbero un luogo di culto. «Se lo diamo a loro, allora dovremo darlo alla chiesa avventista del settimo giorno. E perché no agli induisti o ai sikh?». Si va verso una soluzione fatta di piccole moschee in diversi quartieri. «Intanto dico che tutte le piccole moschee irregolari che ci sono oggi vanno immediatamente chiuse». La giunta Pisapia vorrebbe renderle regolari. «Il grave è che con l’incontro a Palazzo Marino hanno dato legittimità e riconoscimento a realtà che, invece, non dovrebbero nemmeno esserci». Si è aperto un dialogo. «Ma se non dialogano nemmeno fra di loro. Litigano tra viale Jenner e via Padova, tra salafifiti e alawiti». Pregano uno stesso Dio. «E noi mica possiamo dargli una moschea per ogni organizzazione». Si può cominciare a cercar di capire di cosa abbiano bisogno. «E poi cosa facciamo? Interventi urbanistici ad personam? Perché fare una mosche significa stravolgere un quartiere». Pisapia l’ha messo nel programma con cui ha vinto le elezioni. «Poi perché le organizzazioni musulmane vanno da Pisapia e non dal prefetto?». Non è faccenda di ordine pubblico. «Non saranno tutti terroristi, ma in molte moschee i terroristi sono passati». Riunirli in un’unica moschea forse li renderebbe più controllabili. «Non è un problema di moschea. Sappiamo bene che i terroristi non frequentano quelle ufficiali, ma gli scantinati». Nessuna apertura? «Il problema è che le moschee non vanno in centro, ma nei quartieri periferici». E allora? «Si sommano problemi sociali a problemi sociali. Pisapia vada a vedere cosa succede già in viale Jenner o via Padova. Esca da Palazzo Marino e ascolti cosa ne pensa chi ci vive».

09/08/11

Islam Milano, Boni: “chiudano centri abusivi”

Milano, 8 ago. (Adnkronos) - "Prima di pensare a realizzare tanti centri di preghiera islamici forse la comunita' mussulmana dovrebbe impegnarsi per chiudere tutti quei luoghi di culto abusivi che da viale Padova a viale Jenner hanno reso impossibile la vita nei quartieri milanesi". Cosi' Davide Boni, presidente del Consiglio della Regione Lombardia commenta la proposta della comunita' islamica di realizzare piccoli luoghi di culto che anticipino l'edificazione di una moschea.

Per Boni "e' inutile che gli islamici pensino a un progetto ampio, quando purtroppo non sono mai stati in grado di garantire un adeguato processo di integrazione che portasse a rispettare le norme vigenti. Mi auguro che la Giunta Pisapia voglia seguire la linea della fermezza e non quella della demagogia e del tutto concesso".

08/08/11

Quelli che... non basta mai!

Cari Amici, ho letto un articolo interessante ieri, sul "il Giornale" a firma Paola Setti, a pag 11, intitolato: "Ci mancava l'esercito dei nonbastisti", un chiaro riferimento per chi, in questo Paese, quello che si fa non basta, NON basta MAI!
Devo confessarvi che, al momento, non vi ho dato molto peso, visto che "il Giornale" e' di proprietà della famiglia Berlusconi ed è notoria la mia posizione critica, spesso, nei confronti degli alleati, purtroppo la mia anima Leghista e' molto accentuata e spesso mi avete sentito parlare criticamente dei pdllini. L'ho considerato, come al solito un mero esercizio di attacco alle minoranze, all'opposizione, insomma un'azione di propaganda. Oggi invece, alla luce di ciò che sta accadendo l'ho riletto con attenzione e invito anche voi a farlo.
Questo dovrebbe anche chiarire a molti le mie ultime e reiterate dichiarazioni, di mancanza di un'alternativa, quando parliamo di governo nazionale.
Ieri e oggi, riportato da tutti i giornali e mass media, si parla dell'intervento della Bce (Banca Centrale Europea, lo dico per i periti come me), con l'accordo dei governi Tedesco e Francese, di intervenire sul debito italiano per evitare speculazioni.
Questa formula, rida', a parer mio, credibilità al nostro esecutivo e, legato al fatto che le commissioni governative stanno dando il via ad una accelerazione della manovra, pone il nostro paese (detto da un Leghista secessionista e' il massimo) al riparo di eventuale default o altri terremoti paventati dalla sinistra e compagnia cantante.
Bene i signori della sinistra, Bersani in testa dicono che non basta... che ci vuole altro... senza pero' spiegare cosa! Anche perché fino all'altro ieri i "colleghi" di sinistra, in testa Boccia responsabile economico del pd, illustrava l'intervento Europeo come panacea di tutti i mali.
Allora vi domando: "quale e' l'alternativa? Questi? Quelli che sparano contro tutto e tutti senza dare soluzioni, quelli che difendono sempre e comunque la macchina pubblica, anzi direi la macchina burocratica pubblica?" ( ricordo 4'500'000 di dipendenti per la maggior parte stanziati al sud!) ma sopratutto: "questi che fanno il tifo contro questo paese? Lo dico da Leghista.... contro questo paese? Questi che sono quasi "una quinta colonna"?!?! mahhhhh ditemi voi, quale e' l'alternativa?
Io la risposta l'ho dentro di me e la sapete.... Ma questa e' un'altra nota...
con affetto e stima Db

07/08/11

Milano: Boni, alloggi Aler devono andare a famiglie in difficoltà

Milano, 6 ago. (Adnkronos) - "La presenza dei campi nomadi sul territorio milanese si supera solo smantellando gli stessi accampamenti senza regalare gli alloggi Aler che devono essere messi a disposizione delle famiglie in difficolta'". Cosi' Davide Boni, presidente del Consiglio della Regione Lombardia, ha commenta gli interventi messi in campo dall'amministrazione comunale di Milano per la gestione della presenza dei nomadi sul territorio.

"Per questo - continua Boni - sarebbe inaccettabile se la Giunta Pisapia continuasse su questa strada, sostenendo una politica fatta di aiuti a pioggia ai nomadi senza chiedere in cambio neppure un briciolo di rispetto della legalita'".

Secondo Boni, "le stesse cascine, che sono patrimonio della nostra cultura e della nostra identita', non possono diventare il rifugio di disperati, ma vanno recuperate e fatte rivivere in maniera dignitosa. L'unica soluzione ragionevole e' quella che vede i nomadi compiere un percorso di integrazione serio, senza godere di corsie preferenziali. Chi vuole restare sul nostro territorio deve trovare un lavoro e una casa, compiendo gli stessi sacrifici che in tutti questi anni hanno accomunato migliaia di famiglie milanesi e lombarde''.

06/08/11

'donec ad metam'... ordine di non arrestarsi mai, di non tornare indietro senza prima aver raggiunto la meta!

Anche Zaia, riguardo i ticket, ha dovuto cedere 'obtorto collo', ma prima di farlo ha combattuto, ha tenuto il fronte, non ha capitolato immediatamente, ha fatto sentire la sua voce! Come Bossi e Calderoli che stanno lavorando alla manovra sul tabacco per la copertura dei ticket, su questo io voglio combattere, non accettare supinamente pur comprendendo le ragion di Stato, ma cadere combattendo in attesa di un nuovo avanzamento, di un nuovo obiettivo.

Sopratutto nella speranza che cambierà, e deve cambiare, questo sistema! Per la nostra gente, per la mia gente, per tutti quelli che stringono i denti e si lamentano ma che hanno ancora fede nella Lega Nord.

Come Presidente del Consiglio della Regione Lombardia mi sono sentito di dire ciò che penso, quello che mi ha suggerito il cuore. Poi occorre piegarsi alla ragion di Stato, va bene lo faccio, sono un soldato, ho scelto io questa vita, ma lezioni da chi fino a qualche tempo fa non credeva nemmeno nel federalismo.... Faccio fatica ad acccettarle.

E cito D'Annunzio: 'donec ad metam'... ordine di non arrestarsi mai, di non tornare indietro senza prima aver raggiunto la meta! Io ci credo e non è mai tardi! Alla meta ci arriviamo!

Studierò... ma ricordo a chi me lo ha consigliato che il coraggio non lo regala nessuno... e vince sempre chi resiste un secondo più dell'altro. Perchè getta il seme della speranza... Verso quella che per me è e sarà sempre la meta da raggiungere.


Davide Boni

05/08/11

MANOVRA:TICKET;ZAIA A FORMIGONI, NOI DIFENDIAMO I CITTADINI

(ANSA) - VENEZIA, 5 AGO - ''Quando il Governatore Formigoni ci definisce 'fuori legge',

dice cio' che ambiamo ad essere fino alla fine, per difendere i cittadini. Qualche sacrificio

va fatto e, se vinceremo i ricorsi, torneremo ad essere secondo legge, ottenendo

qualcosa anche per i cittadini lombardi''.

Il presidente del Veneto, Luca Zaia, risponde cosi' alle accuse del collega lombardo che

alcuni giorni fa aveva ipotizzato il reato di danno erariale alle Regioni che non avessero

applicato il ticket.

''Politicamente - conclude Zaia - bisogna uscire dagli schemi, pronti a dire quando le cose,

pur con un Governo dello stesso colore politico, non vanno bene.

I veneti, del resto, ci hanno votato per difendere il Veneto e non certo Roma".

04/08/11

COMUNI: BONI, PISAPIA? SCRIVERE AI CITTADINI NON SERVE

(ANSA) - MILANO, 4 AGO - ''Scrivere ai cittadini non serve e, sopratutto, non si può giocare

sempre la partita che e' colpa di qualcun altro. Quando uno amministra se ne assume le

responsabilita'''. Davide Boni (Lega Nord), presidente del Consiglio regionale della Lombardia,

commenta cosi' la decisione del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, di scrivere una lettera

ai milanesi per difendere i due provvedimenti piu' criticati: l'addizionale Irpef e il

rincaro dei biglietti del trasporto pubblico.

''Pisapia ha un problema - ha affermato Boni a margine di un incontro nell'aula consigliare -

e cioe' che ha fatto una campagna elettorale dicendo una cosa, ma poi i problemi di

governo sono altri. E, oggi, rispetto ai problemi di governo, deve fare delle scelte, che

e' legittimo che lui faccia, ma se ne assuma anche la responsabilità".

SANITA': TICKET; BONI, IO AVREI FATTO COME EMILIA E VENETO

'DA FORMIGONI MI SAREI ASPETTATO SCELTA POLITICA DIVERSA'

(ANSA) - MILANO, 04 AGO - ''Mi sarei aspettato da Formigoni un passaggio politico

come quello che ha fatto Zaia. Avrei preferito congelare l'introdizione del ticket anche in

Lombardia''. Lo afferma il presidente del Consiglio regionale, Davide Boni (Lega Nord),

conversando con i giornalisti sulla questione del ticket per le prestazioni specialistiche

introdotto dalla manovra del Governo, a margine di un incontro nell'aula consigliare.

''Bene ha fatto l'assessore regionale alla Sanita', Luciano Bresciani, a fare una scelta

tecnica per mettere al riparo la regione da danni erariali, mi sarei aspettato, però, da

Formigoni un passaggio politico come ha fatto Zaia. La scelta politica era forse un'altra,

io avrei fatto come Emilia e Veneto, che hanno preferito riflettere congelando l'applicazione

del ticket''. Anche perche', secondo il presidente dell'assemblea lombarda, "il ticket in

Lombardia, lo paghiamo per debiti che non sono della Regione Lombardia".


02/08/11

Milano: Boni, risveglio amaro cittadini sotto Giunta Pisapia

Milano, 2 ago. (Adnkronos) - ''E' desolante che in questo difficile periodo economico Milano abbia perso il primato di capoluogo che negli ultimi anni aveva evitato di introdurre nuove tasse e innalzamenti spropositati nel costo dei servizi. Un risveglio amaro per i milanesi che vedono cosi' abbattersi sulle loro teste la scure dei rincari voluti dalla Giunta Pisapia". Cosi' Davide Boni, presidente del Consiglio della Regione Lombardia, commenta le misure adottate dall'amministrazione Pisapia sui biglietti dell'Atm e l'introduzione dell'Irpef comunale.

"Una decisione - conclude Boni - che, come ha ben evidenziato il gruppo della Lega Nord a Palazzo Marino, poteva essere evitata, adottando dei correttivi alla manovra comunale che non colpissero famiglie e lavoratori''.

BONI : “non accettiamo lezioni di dialogo dalla comunità islamica”

Milano, 2 ago. (Adnkronos) - "Shaari e' libero di continuare a raccontare una storia che non trova alcun riscontro nella realta': resta il fatto che il centrodestra milanese e lombardo non devono accettare lezioni di dialogo da chi, purtroppo, in tutti questi anni ha sempre e solo pensato ai propri interessi senza curarsi delle esigenze della citta' milanese". Cosi' Davide Boni, presidente del Consiglio regionale lombardo, risponde alle dichiarazioni di ieri di Hamid Shaari, fondatore del Centro di cultura islamica di Milano, sulla possibilita' di realizzare una moschea a Milano.

"I luoghi di culto abusivi -continua Boni- che ancora oggi ci sono a Milano e che continuano a creare enormi problemi di ordine pubblico e di sicurezza, mi pare infatti che siano riconducibili alla comunita' islamica e non ad altri.Piu' volte le istituzioni hanno chiesto l'individuazione di un referente unico da parte delle varie correnti islamiche che si trovano a Milano, ma non c'e' mai stata alcuna risposta in questo senso.

"Pertanto -conclude Boni- chiedere l'edificazione di una grande moschea nel capoluogo lombardo, senza prima dimostrare la minima volonta' di rispettare il Paese ospitante, e' praticamente impossibile".