04/07/15

Evasione fiscale cinese: spariscono 4.5 miliardi coi money transfer

Che fine fanno i capitali cumulati dalla comunità cinese in Italia e mai rilevati dal fisco? Parte della risposta arriva da un'inchiesta di quattro anni della Guardia di Finanza: trasferiti in patria con un servizio di money transfer, senza scontare un centesimo in tasse. Una scappatoia che ha permesso di far sparire un totale di 4,5 miliardi di euro, per lo più proventi di prodotti contraffatti, prostituzione, sfruttamento del lavoro ed evasione fiscale. Lo rivela l’agenzia americana Associated Press, entrata in possesso di alcuni documenti delle autorità. A coordinare le indagini Pietro Suchan, già sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Firenze. Suchan ha dichiarato ad Associated Press che fin qui sarebbe emerso solo «il 50% della verità» perché non è stato possibile («nonostante vari tentativi») stringere un contatto con le autorità giudiziarie cinesi. Altre fonti, sempre citate dall'agenzia americana, sostengono che Pechino «non sta collaborando» con gli investigatori. Come arrivava in Cina il denaro? A quanto emerge dalla documentazione degli investigatori, quasi la metà della somma sarebbe passata per la Bank of China. L'istituto, uno dei più grandi del colosso asiatico, avrebbe incassato così l'equivalente di 758mila euro in commissioni sui trasferimenti. 
 Associated Press ha fatto risalire parte del denaro “scomparso” dalle tasse italiane a una società a controllo statale, la Wenzhou Cereals Oils and Foodstuffs Foreign Trade Corporation, già finita sotto accusa in passato per la svendita di prodotti contraffatti negli Stati Uniti. In particolare, l'azienda ha preferito non rispondere alla causa intentata dal gigante delle calzature sportive Converse con l'accusa di aver rivenduto scarpe sotto il (falso) marchio della società negli Stati Uniti e in Croazia. Da parte loro, le autorità cinesi si sono dichiarate all'oscuro dei fatti: in una nota scritta, il Ministero degli esteri ha spiegato che «la Cina si è sempre impegnata nel rinforzare la la cooperazione legale con altri paesi, per un giro di vite contro i crimini transazionali e per punire i criminali. 

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