15/12/15

STORIA DI RENATINO CLOCHARD MILANESE. BONI : "VERGOGNOSO LASCIARE AL GELO I MILANESI PER ACCOGLIERE GLI IMMIGRATI"

Questa è la storia di Renatino, clochard milanese, che da molte settimane condivide con un amico, anch’esso italiano, due panchine in piazza Caneva in uno dei quartieri signorili di Milano.
Età sui cinquanta, baffi, ci racconta di aver da poco subito un intervento di protesi all’anca e una volta uscito dall’ospedale ha cercato rifugio nel dormitorio di via Saponaro 40, zona Gratosoglio, dove già era stato in passato. Al dormitorio però è stato rifiutato  più volte, con la motivazione che fosse  al completo. “Ci sono siriani, eritrei, neri”, ci dice Renatino, “ma gli italiani dove c…sono ?......Ce ne sono solo tre di italiani” aggiunge, “uno di ottant’anni, uno di settantacinque ed uno di settantanove. Il quarto sarei stato io ma, purtroppo non avevo, l’età…….troppo giovane”

Eppure se ci fosse il posto in dormitorio, Renatino ed il suo amico Pietro, sarebbero ben felici di accettarlo. Invece restano lì sulle panchine,  al gelo di Dicembre, riparandosi con un telo di plastica in caso di pioggia, accontentandosi dell’aiuto che danno loro gli abitanti del quartiere che, da quasi due mesi,  li vedono accampati vicino alla fermata della linea 14.
Questo fino a quando qualcuno si muoverà a compassione trovando per  loro un rifugio e  riconoscendo che  anche loro , sicuramente al pari se non più di altri, abbiano dei diritti.
“E’ una vergogna”, aggiunge Davide Boni, segretario cittadino della Lega Nord “che cittadini italiani e milanesi debbano rischiare la vita al freddo ed al gelo, in mezzo ad una strada per settimane o mesi quando le istituzioni laiche e religiose, sono più preoccupate di dare accoglienza, e ,spesso che accoglienza, agli immigrati clandestini. Ma stiamo certi che tra qualche mese le cose a Milano cambieranno.”

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