02/04/12

NUOVA IMU UN SALASSO PER I COMUNI E PER TUTTO IL NORD

Da una logica federalista, ad una centralista: questa è stata la scelta consapevolmente compiuta dal Governo Monti che con l’introduzione della nuova IMU snatura a tutti gli effetti quanto previsto la scorsa primavera dal decreto legislativo sul federalismo municipale. L’imposta federalista, sarebbe prima di tutto entrata in vigore dal 2014 e applicata sul possesso di immobili diversi dalla prima casa, andando a sostituire alcune delle tasse già presenti sul nostro territorio, e con il Comune come unico destinatario degli introiti. 
La nuova IMU, invece, è realmente una nuova tassa statale, perché il 50% di quanto ricavato andrà allo Stato. In questo modo viene completamente snaturata l’imposta federalista, che prevedeva un legame diretto tra tassazione e territorio e che avrebbe permesso ai Comuni una maggiore autonomia finanziaria. Un’entrata che, seppure posta ai minimi, avrebbe comunque consentito di potenziare servizi basilari per la popolazione, affidando la gestione di questa imposta agli amministratori locali. Niente di tutto questo purtroppo avverrà, anche perché dal punto di vista economico l’impatto della combinazione prima casa-revisione dei moltiplicatori sarà disastrosa per i cittadini, tanto che rispetto alla vecchia Ici si arriverà anche a spendere il 160% in più, con la metà degli incassi da versare allo Stato centrale. L’ultimo paradosso di questa situazione finanziaria è che i Comuni hanno la possibilità di fissare le aliquote entro settembre ma la tassa scatterà a giugno. 
Ogni giorno che passa diventa poi sempre più comprensibile il motivo per cui la manovra Monti è stata battezzata “Salva Italia”: nel caso dell’IMU il denaro andrà a finire a Roma e sarà il Nord a pagare, perché solo nel Mezzogiorno ci sono oltre due milioni di immobili fantasma! Mentre è risaputo che nelle nostre Regioni la percentuale di case e altri stabili non registrati è davvero bassa. Al contrario di quanto avviene in altri Paesi europei, sicuramente più moderni, come Germania e Svizzera, la manovra Monti porta denaro nelle casse dello Stato. In questo modo viene distrutto il principio dell’autonomia fiscale, necessaria per arrivare all’autonomia amministrativa.

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