08/11/11

COSTI POLITICA: Le miei proposte di taglio


1- VITALIZI CONSIGLIERI
Partendo dal presupposto che non credo nell'antipolitica, ma ritengo che in questo momento particolare, di grande difficolta' economica anche la politica debba dare dei messaggi, inizio dalla mia prima proposta. Si e' deciso che dalla prox legislatura vengano abrogati i vitalizi, penso che gia' da ora lo si possa fare, vista la discussione nazionale ed europea sull'eta' pensionabile, dal 2026 si andra' in pensione a 67 anni. Oggi, a normativa attuale, i consiglieri regionali hanno diritto al vitalizio (attenzione sono trattenute che vengono fatte agli stessi consiglieri sulla propria indennita') all'eta' di 60 anni. La mia proposta e il consiglio che ho dato al comitato che segue la legge sui tagli, e' di passare da subito a 65 anni, si puo' fare e darebbe immediatamente la possibilita' di risparmiare sulla spesa corrente. Aldila' del fatto che dalla prox legislatura vengano abrogati i vitalizi, questo spostamento in avanti rimetterebbe in linea la politica e i politici con le richieste fatte ai cittadini. Questa proposta e consiglio, la porterò anche a livello nazionale in qualità di Presidente nazionale delle Assemblee Legislative, nonostante non conosca bene tutte le realtà regionali.
2- CUMULO VITALIZI
La mia seconda proposta per l'adeguamento della politica al resto delle realtà del Paese e che sottoporrò alla commissione tagli, riguarda il divieto di cumulo dei vitalizi. Oggi accade che, raggiunta l'età pensionabile, un politico che nella sua carriera abbia svolto più cariche istituzionali (ad esempio il Parlamentare e il Consigliere regionale) abbia entrambi i vitalizi in cumulo. La norma che regola i vitalizi regionali da la possibilità di ottenerlo anche in presenza di altri vitalizi istituzionali (es. il Parlamentare). Sottoporrò alla commissione questo punto affinchè non vi sia più questa possibilità.
3- ESTENSIONE DELLE SOSPENSIONI O INCOMPATIBILITA’ TRA ASSEGNO VITALIZIO ED ALTRE INDENNITA’
Un’altra proposta che rientra nel concetto precedentemente espresso di vietare il cumulo dei vitalizi, riguarda la possibilità di estendere l’incompatibilità tra l’assegno vitalizio e altri tipi di indennità. Ad oggi la normativa vigente prevede che la sospensione dell’erogazione dell’assegno vitalizio avvenga nei casi in cui una persona sia rieletta in Consiglio regionale, al Parlamento europeo o a quello nazionale. L’interruzione però non subentra nel caso in cui una persona ricopre incarichi diversi, come quello di Sindaco, di Direttore generale delle Asl, etc… L’obiettivo consiste quindi nell’estendere la sospensione relativa all’erogazione dell’assegno vitalizio per tutti coloro che rivestono altre cariche, come quelle citate.
4- RIDUZIONE INDENNITA' PER CONSIGLIERI CHE SVOLGONO PROPRIA ATTIVITA' LAVORATIVA
Attualmente la normativa vigente prevede che i dipendenti della pubblica amministrazione eletti al Parlamento nazionale, europeo e nei Consigli regionali vengano collocati in aspettativa senza assegni per tutta la durata del mandato. Essi possono pero' optare per la conservazione, al posto dell'indennità, del trattamento economico percepito presso l'amministrazione di appartenenza che resta a carico della medesima. Per i dipendenti privati, la normativa prevede invece per i lavoratori eletti al Parlamento nazionale, europeo e per i consiglieri regionali - o con funzioni pubbliche elettive - il diritto ad essere collocati in aspettativa non retribuita per tutta la durata del mandato. La richiesta e' discrezionale e volontaria. Per quanto riguarda, invece, il Consigliere regionale non dipendente - quindi un libero professionista - non ci sono discipline specifiche. Pertanto ritengo necessaria per quei consiglieri che continuano la propria attivita' lavorativa e la propria professione una riduzione consistente dell'indennita' percepita.
5-ABOLIZIONE RIMBORSI AUTO BLU
L'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Lombardia ha deciso di abolire con effetto immediato i rimborsi ai suoi cinque componenti per il mancato utilizzo delle auto di servizio. Ne da' annuncio il presidente Davide Boni. La decisione e' maturata il 7 novembre dopo che i membri del Pd (la vicepresidente Valmaggi e il segretario Spreafico) avevano informato lo stesso Boni di voler rinunciare al benefit dal primo gennaio prossimo. "Perche' aspettare cosi' tanto? I rimborsi sono aboliti da oggi con delibera dell'Udp", ha spiegato all'ANSA il presidente del Consiglio regionale. Quanto all'utilizzo dell'auto blu, Boni ha riferito che a partire dal primo gennaio 2012 sara' disciplinato in modo da essere "concesso soltanto su richiesta per motivi istituzionali". "Ho voluto accelerare su questi temi - ha poi concluso ricordando le polemiche recenti coi consiglieri - non per interferire col lavoro del comitato ristretto ma per chiudere piu' in fretta la partita".

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