21/06/12

Sgombero stabile Viale Montello, 6: Complimenti alle forze dell'ordine


I miei personali complimenti alle forze dell’ordine, che questa mattina con un atto di forza incredibile, hanno effettuato il blitz di Viale Montello, 6 a Milano.
Lo stabile noto ormai da 40 anni come “il fortino delle cosche” era roccaforte di spaccio e racket, creata dalla famiglia Cosco, coinvolta nel caso di Lea Garofalo, la donna sciolta nell'acido.
La strada è stata chiusa al traffico, sono stati impiegati una settantina di uomini delle forze dell'ordine tra polizia e carabinieri. L'operazione si è svolta in collaborazione con la Fondazione Policlinico, proprietaria dello stabile, dell'Aler e del Comune di Milano, oltre al fondamentale supporto strategico della Direzione Antimafia della Procura della Repubblica e della Questura di Milano.


"LA STORIA - Nello stabile di viale Montello già a partire dagli anni ’70 si erano verificate le prime occupazioni abusive, mentre in via Canonica le irregolarità erano iniziate nel 1992. Negli anni successivi il fenomeno si è acuito ulteriormente: «E' diventato impossibile valorizzare gli stabili, così come si è rivelato anti-economico procedere con le opere di manutenzione», riferisce la Fondazione Policlinico. Dopo aver perseguito le procedure ordinarie di sfratto, la Fondazione nel 2011 ha depositato per la prima volta denunce di tipo penale per tutte le 56 situazioni di occupazione abusiva. Nel luglio dello stesso anno è stata stipulata una convenzione con Aler Milano per censire le situazioni di irregolarità (in totale 71), occuparsi degli abusivi meritevoli di tutela sociale, mettere in sicurezza gli stabili sgomberati e collocarli all’asta.
ALLOGGI ALTERNATIVI - Dal dicembre 2011 ad oggi si sono svolti diversi Tavoli istituzionali per la sicurezza, e la Fondazione ha trovato un alloggio alternativo ai 15 nuclei regolari degli stabili, mentre Aler ha concluso l'assegnazione di 52 alloggi per altrettanti nuclei abusivi meritevoli di tutela sociale, prevalentemente di nazionalità eritrea. Gli immobili, ora liberi dall’occupazione abusiva e messi in sicurezza, sono in via di collocazione all’asta."

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