23/10/11

Nord e Sud, due realtà contrapposte

Ho letto con interesse un articolo su un settimanale che, senza addentrarsi in alcuna morale politica, elencava in maniera reale e nello stesso tempo drammaticamente impietosa, le differenze sostanziali tra il Nord e il Sud del Paese, partendo da alcuni dati relativi alla grande diffusione del lavoro sommerso nel Mezzogiorno. Quello che emerge è un quadro preoccupante, frutto di un retaggio culturale che ha consentito all’illegalità di radicarsi nel tessuto sociale, economico, occupazionale e politico, tanto che la legalità rientra ormai nei fattori di eccezionalità. Non ci sono infatti molte parole per raccontare come vive una parte d’Italia: ci abbiamo provato altre volte ma la realtà è sempre stata messa a tacere con gesti bruschi e con accuse di incentivare un becero razzismo e una sottile forma di intolleranza verso la parte più in difficoltà del Paese. Questo dimenticando che quella che vorrebbe passare per la Cenerentola d’Italia è in realtà la Regina dell’evasione fiscale più sfrenata, tanto che dei redditi più elevati non c’è alcuna traccia, perché finiscono come inghiottiti nel buco nero dell’evasione fiscale. I dati evidenziano che al Sud l’evasione è quasi al 60%, contro il 20% del Nord, e le stesse pensioni di invalidità raggiungono il 49% al Sud, mentre al Nord si fermano sulla soglia del 20%. Questi dati confermano chi sono realmente le zavorre che vanno ad incidere sulla spesa pubblica nazionale, non certo per demerito del Nord, dipinto come fosse ricco ed egoista, quando per colpa certa ed assoluta di una classe dirigente che ha portato il Mezzogiorno a vivere ripiegato su se stesso, un mondo di confine, dove tutto era concesso senza alcuna penalità. Tutto ciò senza che i governanti locali abbiano mai insegnato alla popolazione che chi prende in giro lo Stato, ed evade tutto ciò che può evadere, in realtà non sta dando alcun futuro ai propri figli. Un sommerso che non risparmia il mondo del lavoro: il drammatico crollo di una palazzina a Barletta, qualche settimana fa, ha rilanciato questo pericoloso allarme, dimostrando come nel Sud queste situazioni si sono purtroppo consolidate, con buona pace delle stesse istituzioni locali che fingono di non vedere cosa accade. Mentre nel Mezzogiorno la disoccupazione femminile arriva ufficialmente al 50% , in realtà sono migliaia le donne che lavorano in nero presso aziende fantasma e le assunzioni durano il tempo necessario per raggiungere il diritto ad ottenere l’indennità di disoccupazione. Certo che se le istituzioni e gli enti preposti a spezzare questo inferno si arrendono, le prospettive di risanare una parte del Paese rasentano più o meno lo zero assoluto. L’assistenzialismo è quindi come un male che deve essere necessariamente estirpato e lo Stato e le sue leggi non devono più essere un ostacolo da aggirare. Il Nord non ha più voglia di continuare a trascinare una parte del Paese che vive  in una realtà parallela, dove ancora oggi vige la legge del più furbo e del più disonesto.   ​Davide Boni ​Presidente del Consiglio della Regione Lombardia

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